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Quesiti e risposte: notifica via pec, piccoli dubbi sciolti sulle modalità di esecuzione della notifica

Quesiti e risposte: notifica via pec, piccoli dubbi sciolti sulle modalità di esecuzione della notifica

D: Buongiorno, ieri ho fatto la mia prima notifica a mezzo PEC e mi è sorto un dubbio, anzi tre.
Essendo un decreto ingiuntivo immmediatamente esecutivo, l’ho notificato unitamente all’atto di precetto.
I dubbi sono questi:
1) in questo caso, la notifica in proprio a mezzo PEC prevede la scansione dell’originale del ricorso e del decreto ingiuntivo (con attestazione di conformità all’originale nella relata di notifica), ma nel mio caso specifico devo scansionare solo ricorso e DI, o anche l’atto di precetto? oppure li devo scansionare separatamente? Oppure ancora scansiono solo il decreto ingiuntivo e creo il pdf nativo dell’atto di precetto? ovviamente tutto firmato digitalmente.
2) Io per ovviare al tutto, intanto, ho notificato (nella stessa PEC) in tutti i modi, firmando digitalmente sia in PAdES che in CAdES, giusto per non farmi fare opposizione. Ma qual’è il passaggio più corretto?
3) Avendo già notificato in formato cartaceo alla sede legale (negativa) e al domicilio dell’amministratore della società (in lavorazione presso l’ufficio postale), potrebbe esserci incompatibilità con una successiva notifica PEC? L’una esclude l’altra? Io l’ho fatto perchè i termini stavano comunque scadendo.
4) E’ sufficiente la dichiarazione di conformità all’originale cartaceo (il decreto ingiuntivo) unitamente alla relata di notifica, ai sensi dell’art. 22 .Lgs. 85/2005? o serve anche una dichiarazione specifica di conformità separata?
Vi ringrazio per i preziosi articoli presenti sul vostro blog, si può dire aggiornato al minuto. Molto utile per conoscere e letteralmente “sviscerare” questa nuova incombenza che, ho notato, per moltissimi (forse troppi) colleghi è caduta tra capo e collo e ancora si ostinano a non volersi aggiornare.

R: I quesiti posti sono chiari, per cui ne approfitto per dare risposte schematiche.

1) Scansioni il decreto ingiuntivo e lo firmi digitalmente; redigi l’atto di precetto come pdf nativo (perché in tal modo è conforme alle specifiche dettate dall’art. 19 bis del Provvedimento del 16/4/2014: “Qualora l’atto da notificarsi sia un documento originale informatico, esso deve essere in formato PDF e ottenuto da una trasformazione di un documento testuale…“). Ne consegue che i due files sono necessariamente separati. Vanno ovviamente notificati assieme e l’unicità del messaggio pec che li tiene avvinti fa sì che si possano considerare il secondo pedissequo al primo. Nella relata, ovviamente, l’attestazione di conformità riguarderà solo il pdf immagine (in decreto ingiuntivo) e non anche il precetto, che è digitale nativo.

2) E’ sufficiente anche una firma soltanto, CAdeES o PAdES che sia. Ovviamente, firmarlo due volte non cambia nulla.

3) Non c’è alcun problema nel fatto che abbia tentato prima la notifica cartacea e poi quella via PEC: utile per inutile non vitiatur.

4) La dichiarazione di conformità dell’atto notificato via pec all’originale analogico va inserita necessariamente nella relata di notifica.

P.S.: grazie per i complimenti

robertoarcella

1 commento finora

Emilio Scritto il13:17 - 20 Ottobre 2014

ma si può firmare, (ad esempio la sentenza) , ancorchè in formato cartaceo o, ancora, un ricorso da me depositato ed il relativo decreto di fissazione udienza in PDF e non Cades? io credo che non posso apporre firma su un documento non mio (ad es. sentenza o decreto di fissazione).
inoltre cosa accade in termini di nullità se notifico la relata solo in Cades e non in PDF (e quindi non leggibile senza dispositivo di firma digitale? )
posso firmare in PDF (e quindi leggibili senza disp. digitale ) tutti i documenti e notificarli , sarebbe lo stesso regolare la notifica

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