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Quesiti e risposte: codice fiscale e società estera

Quesiti e risposte: codice fiscale e società estera

D: devo depositare un ricorso per d.i. per conto di una società di capitali con sede in San Marino. Non esiste codice fiscale, ma soltanto una sigla alfanumerica indicata come codice operatore economico. Non riesco a predisporre la busta, perché il sistema non accetta di lasciare in bianco il CF, né accetta la sigla in mio possesso (che mi dà come errore, dato che non corrisponde ai criteri normali di formazione di un qualsiasi CF). Come posso risolvere il problema? Posso inserire il c.f. della persona fisica che rappresenta l’ente? In tal caso però non esisterà corrispondenza con la natura e la denominazione del soggetto ricorrente. Preciso che ho già eseguito il pagamento telematico, che è andato a buon fine inserendo soltanto la sigla in mio possesso.
R:  Dal sito dell’Agenzia delle Entrate rileviamo questa indicazione che pare faccia esattamente al Tuo caso: “I soggetti diversi dalle persone fisiche non obbligati alla dichiarazione di inizio attività Iva (enti, associazioni, fondazioni, condomini, parrocchie, ecc.), che non esercitano un’attività rilevante ai fini dell’Iva ma sono comunque obbligati a indicare il codice fiscale, ne devono fare richiesta a un qualsiasi ufficio dell’Agenzia.   Il codice fiscale dei soggetti diversi dalle persone fisiche è formato da 11 caratteri numerici, di cui i primi 7 individuano il contribuente attraverso un numero progressivo, i successivi 3 sono il codice identificativo dell’ufficio, l’ultimo è un carattere di controllo.“.
AGGIORNAMENTO
Interpellato però il DGSIA sul punto, abbiamo ottenuto la seguente risposta: “Buongiorno,
al momento non è possibile inserire un codice fiscale straniero; per cui in tale caso non inserisca alcun valore. Comunque, evolveremo i sistemi affinché sia prevista anche questa fattispecie”-
Alla luce di ciò, quindi, è possibile alternativamente:
a) lasciare in bianco il campo
b) inserire una serie di undici 0 (zeri) e forzare il salvataggio col redattore.
Segnalo subito che qualche Collega (avv. Giovanni Citro)  ha adoperato con successo l’espediente sub b).

robertoarcella

4 commenti

Avv. Giovanni Citro Scritto il11:03 pm - Set 22, 2014

In realtà la mia assistita non ha alcun obbligo di avere o di farsi assegnare un codice fiscale, e mi pare illogico che oggi lo debba fare solo per potere ottenere un provvedimento giurisdizionale in Italia; comunque ho potuto risolvere il problema – e lo segnalo in questo ottimo forum a beneficio di altri colleghi che potrebbero trovarsi in una situazione simile – inserendo nel campo “codice fiscale” una stringa numerica di undici zeri (cioè tante cifre quante sono quelle di un qualsiasi c.f. di un soggetto collettivo). Questo ha fatto sì che il sistema non abbia considerato il dato come mancante, per cui la busta è stata accettata in sede di controlli automatici (3a ricevuta) senza segnalazione di errori; successivamente anche la cancelleria ha comunicato l’accettazione, in quanto ha potuto aprire la busta e “forzare” il dato. In sostanza si tratta quindi di aggirare un limite imposto dal sistema, che di per sè è predisposto solo per soggetti forniti di dati fiscali italiani.
Grazie e buon lavoro

robertoarcella Scritto il10:39 am - Set 26, 2014

Sul quesito sopra riportato abbiamo interpellato il DGSIA che ha oggi così risposto: “Buongiorno,
al momento non è possibile inserire un codice fiscale straniero; per cui in tale caso non inserisca alcun valore. Comunque, evolveremo i sistemi affinché sia prevista anche questa fattispecie”

Quesiti e risposte: il redattore non crea la busta quando inserisco il codice fiscale di una società estera | Avvocati Telematici Napoli Scritto il6:54 am - Ott 2, 2014

[…] già risposto qui alla Tua domanda. ma preferiamo  ripetere la risposta perché quella da noi inizialmente data è […]

federico zerilli Scritto il7:43 pm - Gen 26, 2017

Buonasera, il Tribunale di Bologna mi ha permesse l’inserimento della partita IVA comunitaria di una società olandese, forzando il salvataggio e il decreto ingiuntivo è stato regolarmente emesso. Diversamente, il Tribunale di Lecco permette la forzatura ma da’ un “esito automatico negativo(pallino giallo) attesa verifica di cancelleria (codice 1) Documento XML non valido: valore (la partita IVA comunitaria inserita) non valido tipo “codice fiscale”, sono necessarie verifiche tecniche da parte dell’ufficio ricevente”.

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