Ancora sui depositi dei reclami ex art. 26 Legge Fallimentare: Tribunale che vai….

Ancora sui depositi dei reclami ex art. 26 Legge Fallimentare: Tribunale che vai….

In un articolo pubblicato su questo blog il 9/6/2016, con riferimento ai reclami endofallimentari ex art. 26 L.F., muovendo dal dato normativo secondo cui tali procedimenti vengono decisi in camera di consiglio, si proponeva la soluzione più ovvia, ovvero quella del deposito di un ricorso nel registro Volontaria  Giurisdizione col codice oggetto 490999 (“Altri procedimenti camerali”).  Tale soluzione, peraltro, era stata confortata dal parere della Cancelleria del Tribunale di Napoli che, per inciso, continua ad accettare tali depositi con le appena descritte modalità.

Altri uffici giudiziari (Roma, Verbania) hanno prescelto invece altra via operativa, richiedendo il deposito nel registro Siecic di un atto generico, indicando il numero di RG del fallimento. Tale deposito, integrato da apposita indicazione nel campo libero “note”, impone al Cancelliere di inserire manualmente un evento di “reclamo” che determina un apertura di un subprocedimento: fin qui nulla quaestio, ma i problemi operativi sono dietro l’angolo. Ed infatti, in tal caso:

a) il subprocedimento viene contraddistinto solo col numero di “sub”: i depositi successivi effettuati dalla parte con specifico riferimento a quel sub, tuttavia, non vi transitano immediatamente, e viene infatti segnalato un errore forzabile, cui il cancelliere pone rimedio inserendo il singolo deposito nel singolo subprocedimento. E’ intuitivo che tale modus operandi risulti insostenibile in quei procedimenti in cui vi siano numerosi reclami, perché, proprio per il fatto che il subfascicolo non è immediatamente identificabile, il cancelliere deve procedere alla lettura fisica di tutti i sottofascicoli, uno ad uno!

b) il reclamo può essere presentato anche da una parte che non sia già presente nel fascicolo, per cui il cancelliere deve prima leggere l’atto, inserire la parte manualmente, quindi accettare il deposito ed accettare il deposito;

c) parrebbero esistere problemi di visibilità degli atti per il Giudice assegnatario del fascicolo diverso dal GD;

d) non è possibile inviare notifiche/comunicazioni telematiche dal sub del fascicolo SIECIC.

Resta il fatto che, come detto, non c’è ancora un orientamento univoco sul punto e non resta che attendere le modifiche evolutive ai sistemi da parte del DGSIA. Nelle more, non si può che consigliare una preventiva consultazione delle “prassi” adottate dai singoli Tribunali.

robertoarcella

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