Iniziativa a favore delle udienze da remoto

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Siamo convinti che l’udienza da remoto costituisca uno strumento più che utile a superare l’emergenza COVID-19.

Purtroppo, tale strumento è stato fatto oggetto di un vero e proprio boicottaggio come ad esempio è accaduto con la norma contenuta del DL 28/2020 che impone al giudice la la presenza fisica nell’ufficio giudiziario quando tiene l’udienza mediante collegamento da remoto: norma peraltro priva di qualsivoglia ratio giustificatrice.

Esiste però uno strumento a disposizione degli avvocati che vogliano sollecitare siffatta modalità di trattazione, aggirando l’ostacolo.

Si tratta di un’istanza – della quale offriamo qui un modello – con cui si dichiara di prestare consenso affinché il giudice si colleghi da luogo diverso dall’aula sita nell’ufficio giudiziario e si rinuncia ad ogni eventuale futura eccezione al riguardo.

Iniziativa a cura di:

avv. Roberto Arcella,
avv. Paolo Lessio,
avv. Giovanni Rocchi,
dott. Valentino Spataro

robertoarcella

4 commenti

Francesco Grillo Scritto il19:15 - 15 Maggio 2020

….a condizione che il Giudice non aggravi l’avvocato dell’onere di depositare telematicamente ciò che è stato versato in formato cartaceo.
Il fascicolo d’ufficio deve essere nelle sue mani anche per leggere i verbali di udienza.

Giancarlo Malpede Scritto il20:00 - 15 Maggio 2020

Dispiace che l’udienza in via telematica trovi tante resistenze; con pochi semplici accorgimenti essa è pienamente rispettosa del diritto di difesa ex art. 24 Cost. e del principio del contraddittorio.
Anzi, a mio sommesso avviso esiste un percorso di interpretazione evolutiva che consente di affermare come l’udienza telematica debba divenire la regola nell’ipotesi di presenza dei soli avvocati e consulenti, laddove l’udienza de visu debba essere l’eccezione nel caso di presenza della parte ovvero di testimoni;
e con ciò si giunge:
a) ad una ottimizzazione dei tempi e dei costi di spostamento;
b) ad una maggiore efficienza essendo facilitata la presenza effettiva del difensore titolare della causa (evitandosi le impietose scene che qualche volta rendono i ‘delegati’);
c) a salvaguardare una esigenza di sicurezza collegata ai rischi che comunque comporta la contemporanea presenza di migliaia di persone presso un medesimi luogo anche a prescindere dall’emergenza COVID 19 che sicuramente non ci abbandonerà il 30.6.2020, salvo miracoli.

D’altra parte se il PCT avesse incontrato le resistenze che oggi incontra l’udienza in video-conferenza, oggi non saremmo in grado nemmeno di depositare gli atti in cancelleria.

Francesco Fusco Scritto il08:52 - 16 Maggio 2020


” … pur consapevole delle gravi ragioni che hanno determinato l’emanazione del D.L. 11/2020, accoglie con grande favore l’introduzione dell’udienza “telematica”, auspicando che la stessa non resti esclusivamente una misura speciale, dettata dall’attuale contingenza, ma possa consolidarsi come una possibile alternativa alla tradizionale modalità di espletamento di tale incombente, agevolando il lavoro di tutti gli operatori del diritto … ”

maria teresa de bottis Scritto il10:15 - 16 Maggio 2020

Ritengo che la udienza da remoto sia una soluzione buona per il civile , a patto che la piattaforma sia sicura sia in termini di collegamento che di rispetto della privacy.

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