Semplificazioni, cosa cambia per gli avvocati: domicilio digitale e pubblici elenchi per notificazioni

Semplificazioni, cosa cambia per gli avvocati: domicilio digitale e pubblici elenchi per notificazioni

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Il decreto Semplificazioni apporta un ulteriore vistoso lifting al Codice dell’Amministrazione digitale con impatti anche sul lavoro degli avvocati, intervenendo profondamente, tra l’altro, sulla disciplina del domicilio digitale. Per quanto l’avvocatura abbia comprensibilmente, nel quadro delle novità introdotte, enfatizzato quella della reintroduzione dell’indice previsto dall’art. 6-ter del Codice tra quelli suscettibili di utilizzo ai fini delle notificazioni a mezzo posta elettronica certificata, le innovazioni sono di ben più ampia portata.

Nei paragrafi che seguono si tenterà di dare un inquadramento organico alle citate modifiche contenute negli articoli 24, 26, 28 e 37 del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, soffermandosi, ovviamente anche sulle problematiche connesse alla novella dell’art. 16-ter del D.L. 179/2012 in materia di pubblici elenchi utilizzabili per le notificazioni dell’avvocato.

L’aggiornamento degli elenchi contenenti i domicili digitali

Con l’art. 24, comma 1-bis, si è voluto far fronte al problema dell’aggiornamento registri dei domicili digitali, talvolta popolati da indirizzi non più funzionanti e viene pertanto prevista la cancellazione d’ufficio di quelli non più attivi: al riguardo, le Linee Guida dovranno fissare le modalità di accertamento di tale inattività. Alle stesse Linee guida è inoltre demandata la fissazione delle le modalità di gestione e di aggiornamento dell’elenco dei registri anche nei casi di decesso del titolare del domicilio digitale eletto o di impossibilità sopravvenuta di avvalersi del domicilio.

Tale norma, tuttavia, non risolve un vulnus: è noto infatti che, tra i registri che alimentano quello di cui all’art. 6-bis del C.A.D. si annovera il RegInde, previsto dall’art. 16, comma 7, del D.L. 29 novembre 2008, n. 185 e disciplinato dall’art. 7 del Decreto del Min. Giustizia n. 44/2011 in materia di processo telematico. Orbene, poiché tale registro continua ad essere gestito dal Ministero della Giustizia, il relativo aggiornamento continuerà ad essere demandato esclusivamente al meccanismo previsto dall’art. 8 del Provvedimento del Direttore Generali dei Servizi Informativi Automatizzati del medesimo Ministero e la cancellazione risulterà comunque frutto meramente indiretto degli aggiornamenti inviati dagli Ordini professionali con le comunicazioni telematiche ivi previste. Sul punto, come si vedrà più avanti, non giova neanche la nuova disciplina introdotta con il novellato art. 16, comma 7-bis, del D.L. 185/2008.

Modifiche alla disciplina del domicilio digitale del cittadino

Non solo avvocati, ovviamente. Val la pena ricordare qui che nell’ambito delle misure atte ad attenuare le conseguenze del digital divide, si è poi intervenuto sull’art. 3-bis del CAD, norma introdotta dal DL 179/2012 e che disciplina il domicilio digitale del cittadino. Si tratta esattamente dei commi 3-bis e 4-bis…. (continua la lettura su Agenda Digitale)

robertoarcella

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