Quale giorno fa, abbiamo offerto su questo blog l’ottima videoguida per configurazione di una firma digitale (Token Infocert) con Sistema Operativo Windows 10. Manifestiamo all’autore di quel contributo, Avv. Riccado Berti, rinnovata gratitudine che va estesa all’Avv. Franco Zumerle (Foro di Verona), coautore degli ulteriori contributi che siamo in grado di offrire in questa sede, vale a
Corte Cost. su notifiche pec parla di "conoscibilità effettiva…equipollente a quella conseguibile con i meccanismi ordinari (ufficiale giudiziario e agente postale)"
Si segnala la recente pronuncia della Corte Costituzionale (sent. 146 del 16/6/2016) che, nel dichiarare non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 15, comma terzo, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 (Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell’amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa), come sostituito dall’art. 17, comma 1, lettera “a”, del decreto-legge
VideoTutorial: configurare Acrobat DC per la firma PAdES SHA-256 per il "modulo deposito" nel PAT (e non solo…)
Com’è ormai noto, nel processo amministrativo telematico, che prenderà il via il 1°luglio prossimo, gli atti processuali (ed i provvedimenti dei giudici) vanno obbligatoriamente firmati in modalità PAdES, così come vanno firmati in tale formato il ModuloDepositoRicorso e il ModuloDepositoAtto di cui all’art. 6 delle Specifihe Tecniche. La particolare struttura di tali moduli, destinati ad
PEC da CassaForense: è autentica e NON è pericolosa!
Nelle scorse ore moltissimi Colleghi ci hanno segnalato di aver ricevuto un messaggio di posta elettronica certificata da un mittente “strano” (no-reply1@sicurezzapostale.it) manifestando preoccupazione sul fatto che tale messaggio potesse contenere virus o comunque rappresentare un tentativo di phishing. Si tratta in realtà di un messaggio autentico, regolarmente firmato, inviato allo scopo di validare gli
Quesiti e risposte: deposito telematico del reclamo ex art. 26 Legge Fall.
NB: cfr. nota di aggiornamento 11.5.2017 D: Devo depositare un reclamo dinanzi al Tribunale di Napoli, ai sensi dell’art. 26 L.F avverso un decreto del Giudice Delegato: quale tipo atto devo adoperare? Devo depositare nel registro “concorsuali”? R: Va premesso che l’art. 26 L.F. riguarda sia il reclamo avverso i decreti del tribunale, che avviene innanzi alla corte di appello,
Giurisprudenza: anche per il notificante vale il limite delle ore 21 ex art. 147 cpc
Segnaliamo, nell’ambito della sempre più frequente produzione giurisprudenziale in materia di processo civile telematico, la recente sentenza della Corte di Cassazione, sezione lavoro, n. 8886 del 4/5/2016 che afferma un importante principio: nonostante l’art. 16-quater D.L. 179/2012 preveda la scissione del momento perfezionativo della notifica telematica (“La notifica si perfeziona, per il soggetto notificante, nel momento in
Windows 10 aggiornamento forzoso: anche no
Quesiti e risposte: notifica telematica della chiamata in causa di terzi, come allegare la citazione e la comparsa di risposta?
D: Al mio cliente è stato notificato atto di citazione, iscritto poi a ruolo in modo tradizionale cartaceo. Mi sono costituito anch’io in modo tradizionale con comparsa di costituzione e chiamata di terzo, autorizzata dal Giudice. Vorrei ora procedere alla notifica via pec dell’atto di citazione per chiamata in causa del terzo. Dovendo io allegare al
Comunicazioni e notificazioni di Cancelleria – relazione dell’Avv.Roberto Arcella alla Scuola Superiore della Magistratura – Napoli 18 Maggio 2016
P16041 – Il processo civile telematico nell’interazione fra avvocato, cancelliere e magistrato – Sessione del 18/5/2016 Le comunicazioni telematiche e i pubblici registri: rassegna di ipotesi problematiche ed esempi concreti Scarica da qui il documento in formato pdf di Roberto Arcella [1] Sommario Le comunicazioni e notificazioni telematiche: la ratio ed il quadro normativo.
Impostare Acrobat Reader per la corretta verifica delle firme PAdES
19/1/2017 – AGGIORNAMENTO (fonte: Agid) “Le attuali versioni di Acrobat XI e DC, consentono di verificare le firme digitali basate su certificati di firma rilasciati da tutti i certificatori accreditati stabiliti nell’Unione europea. Adobe ha infatti reso disponibile il supporto alle Liste di fiducia (Trusted List) pubblicate dalle autorità di vigilanza degli Stati membri in conformità