“Giustizia civile”: il backup salvato su Telegram (miniguida per Android)

“Giustizia civile”: il backup salvato su Telegram (miniguida per Android)

L’esperienza di qualche settimana fa, che ha visto molti colleghi perdere i dati contenuti nell’applicazione per smartphone “Giustizia Civile” (dati che nella stragrande maggioranza dei casi sono stati recuperati, come da noi pronosticato in questo articolo), dimostra come le copie di sicurezza dei dati debbano costituire uno dei capisaldi dell’organizzazione di ciascun professionista.

Tornando a Giustizia Civile, l’applicazione dispone di un tool di backup, che si trova nel menu e che genera, all’esito dell’operazione di salvataggio, un piccolo file, recante nome BackupAPPGiustiziaCivile.db.  

Al momento della sua generazione, tale file viene collocato nella directory “Download”:

Ovviamente, tale file si troverà pur sempre memorizzato nello smartphone di tal che, per poter assolvere alla sua funzione, dovrebbe essere salvato in una posizione che ne consenta il successivo recupero in caso di necessità (smarrimento o rottura del dispositivo, cancellazione dell’app etc.).

Oltre che negli spazi cloud (Dropbox, Gdrive), suggeriamo una soluzione semplice ed a costo zero, che implica l’utilizzo di “Telegram”, vale a dire di un’applicazione di messaggistica.

Diversamente da WhatsApp, Telegram è infatti un servizio “cloud based” con sincronizzazione istantanea, che offre la possibilità di salvare messaggi, link ed altri contenuti facendoli confluire in una sorta di chat personale, della quale solo noi possiamo vedere il contenuto: si tratta del destinatario “Messaggi salvati“. In questo spazio potremo salvare anche il file  backup in questione onde poterlo recuperare in qualsiasi momento o anche inviarlo a colleghi di studio, collaboratori od anche per utilizzarlo noi stessi su un diverso dispositivo.

Come si procede: una volta effettuato il backup, nella cartella download dello smartphone selezioniamo il file:

e clicchiamo quindi sul pulsante in alto di condivisione. Si aprirà una maschera per la scelta dell’applicazione da utilizzare per questa operazione e selezioneremo “Telegram“:

Dopo di ciò, selezioneremo la chat “messaggi salvati” e ci auto-invieremo quindi il file, che resterà salvato a tempo indeterminato. Telegram infatti offre uno spazio di archiviazione virtualmente illimitato:  l’unico limite è costituito dal peso informatico di un singolo file che non può superare gli 1,5 Gb (non poco!).

Molto comodo risulta anche il fatto che è semplicissimo individuare il backup più recente, dacché è sufficiente verificare la data nella quale si è proceduto al salvataggio nella chat di messaggi personali.

Supponiamo adesso di aver cambiato smartphone e di voler recuperare i dati di quel backup: sarà sufficiente installare, oltre che “Giustizia Civile“, Telegram,  e trovare nei “messaggi salvati” il backup che interessa. A questo punto, nella parte alta a destra del messaggio cliccheremo sui tre puntini del menu e si aprirà una finestra di questo tipo

Sarà quindi sufficiente selezionare “Salva nei download” per ritrovare il file nell’esatta posizione predefinita dove la funzione di ripristino (“Restore“) di “Giustizia Civile” l’andrà a cercare.

Un ultimo consiglio: soprattutto se adoperate “Giustizia Civile” in maniera intensiva e ne avete fatto strumento centrale per l’organizzazione del vostro lavoro quotidiano, ripetete  il backup almeno ogni due-tre giorni.

 

 

robertoarcella

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