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L’entrata a regime del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (d.lgs. 14/2019) ha portato con se una sfida operativa che chiunque abbia frequentato i tribunali concorsuali conosce bene: il deposito telematico degli atti nelle procedure di crisi e insolvenza attraverso il Processo Civile Telematico.
A differenza del contenzioso ordinario, dove gli operatori hanno maturato oltre un decennio di familiarita con i flussi di deposito, le procedure concorsuali sotto il CCII presentano un livello di complessita tecnica significativamente superiore. Gli schemi XSD ministeriali prevedono
oltre settanta tipologie di atti, distribuite tra la fase pre-concorsuale del Procedimento Unitario (CCIPU) e la fase successiva all’apertura della procedura (CCI). Ogni tipologia richiede la corretta combinazione di elemento XML, registro, ruolo, rito e codice oggetto.
Per l’avvocato che deve predisporre la busta telematica e per il cancelliere che deve verificarne la coerenza la domanda e sempre la stessa: quale atto selezionare e con quali parametri?
Chi opera in questo settore si confronta quotidianamente con alcune difficolta ricorrenti:
– La distinzione CCIPU/CCI non e intuitiva. La bipartizione tra la fase del Procedimento Unitario e quella post-apertura si riflette in elementi XML diversi, registri diversi (Procedimento Unitario vs. Volontaria Giurisdizione) e riti diversi. Un errore nella selezione della fase comporta errori fatali o il rigetto del deposito.
– Atti apparentemente identici richiedono parametri differenti. Il ricorso per la dichiarazione dello stato di insolvenza, ad esempio, utilizza il medesimo elemento XML (RicorsoDichiarazioneInsolvenzaCCIPU) sia per la LCA che per l’Amministrazione Straordinaria delle grandi e piccole imprese. Cio che cambia e il rito.
Senza una guida chiara, il rischio di errore e elevato.
– Alcuni atti funzionano sia come introduttivi che come endoprocessuali. E il caso del ricorso per fissazione del termine per il deposito della proposta di concordato o degli accordi, che condivide lo stesso elemento XML in entrambi i contesti.
– La documentazione tecnica ufficiale non è sempre affidabile. In almeno un caso – l’istanza per la dichiarazione di liquidazione giudiziale – la documentazione XSD riporta un riferimento errato alle misure cautelari.
– Due atti sono iscritti direttamente come CCI senza transitare dalla fase PU: il concordato semplificato (art. 25-sexies) e l’esdebitazione del debitore incapiente (artt. 282-283).
La soluzione: “Depositi Telematici CCII” (https://avvocatotelematico.studiolegalearcella.it/Depositi_ccii.html)
Per rispondere a queste esigenze ho realizzato una webapp, consultabile da qualsiasi dispositivo, che raccoglie e organizza tutte le tipologie di deposito telematico previste dallo schema XSD ministeriale per le procedure CCII.
L’applicazione consente di:
– Cercare per parola chiave: e sufficiente digitare il nome dell’atto, l’elemento XML, il codice oggetto o qualsiasi termine correlato per filtrare istantaneamente i risultati.
– Filtrare per fase procedurale: un selettore permette di visualizzare solo gli atti della fase pre-concorsuale (CCIPU), solo quelli della fase post-apertura (CCI) o entrambi.
– Filtrare per categoria: atti introduttivi, endoprocessuali CCIPU, endoprocessuali CCI, generici concorsuali e atti del curatore o professionista delegato.
– Consultare la scheda completa di ogni atto: con un click si accede al dettaglio che riporta registro, ruolo, rito (con descrizione estesa), codice oggetto ed elemento XML. Dove presenti, vengono evidenziate le note operative – ad esempio la segnalazione di errori nella documentazione ufficiale o la precisazione che un determinato campo è obbligatorio.
Buon lavoro!
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